Fante italiano - Nord Africa 1942

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Fante italiano - Nord Africa 1942 -

realizzazione Ugo Giberti per la ditta "SOLDATI"

Il secondo pezzo che ho dipinto per la Box Art della ditta "SOLDATI" e' ancora un soggetto italiano: un fante ambientato nel fronte africano che, in posa epica, si accinge a sferrare un attacco contro i figli della "Perfida Albione", appellativo con cui il Duce indicava l'Inghilterra. Cio' che colpisce del soggetto e' appunto la posizione evocativa, quasi un monumento al valore indomito dei soldati italiani che, come recita un celebre epitaffio scolpito nel sacrario di El Alamein , mancarono certamente di fortuna e, dico io, anche di mezzi, non certo di valore. Il pezzo e' sempre del valido scultore Marco Marcucci, prodotto in resina di colore grigio/giallo, con l'elmetto e le semi braccia divisi dal corpo, il moschetto Mab38 impugnato nella destra. Bisogna percio' porre attenzione durante il montaggio degli avambracci affinche', a lavoro terminato, non si vedano segni di giuntura. E' opportuno inserire dei piccoli perni di rinforzo e rifinire con stucco liquido, come il Gunze Sangyo "Mr Surfacer 1000" oppure diluendo con acetone i piu' comuni stucchi Molak e Tamiya. A parte questo, il montaggio non presenta complicazioni ulteriori e i pezzi sono precisi.

L'anatomia del soggetto e' ben definita, il torso e' riprodotto con buona evidenza dei fasci muscolari, ed il nostro fante, pur apparendo "macho" , non risulta esagerato come si trattasse di un body-builder. Il vestiario si riduce a ben poco: i calzoncini corti , un doppio paio di calzettoni di fattura inglese, probabile preda bellica e l'elmetto , riprodotto in maniera proporzionata , di forma corretta. Il volto e' definito ed espressivo, aiutando una pittura contrastata e vigorosa, che enfatizzi l'espressione decisa e risoluta . Nella mio immaginario ho pensato questo fante guidare un contrattacco tra proiettili e scoppi di granate, per respingere truppe inglesi che, improvvisamente, hanno attaccato un avamposto italiano. Una reminescenza dei manifesti propagandistici di guerra o delle tavole che, il famoso disegnatore Beltrame, realizzava per le copertine della celebre rivista "Domenica del Corriere". Per la documentazione mi sono avvalso della rivista "niformi e Armi" e dei fascicoli Osprey dedicati all' esercito italiano nel secondo conflitto mondiale

La colorazione

L' incarnato ha una parte importante nella colorazione, essendo il figurino a torso nudo, percio' dopo alcune prove, ho realizzato la tinta base per simulare un soggetto esposto agli effetti atmosferici e bellici; non tanto o solo una pelle abbronzata, ma impolverata, sudicia e scurita dal sole. Ho realizzato questa tinta con una mescola di uniforme inglese, vermiglione, mogano, carne base e carne dorata di Vallejo. Ho poi fatto un lavaggio con terra base estremamente diluito, e a colore non ancora asciutto, ho ripassato le parti anatomiche in evidenza con la tinta base, sempre piu' schiarita nelle zone di luce, arrivando a dare il carne dorata puro e diluito. Alcune zone d'ombra sono state ritoccate con il terra base, ottenendo alla fine una buona definizione anatomica e una tinta che si avvicinava a quello che ritenevo essere la pelle di un soldato nel deserto e in guerra. Almeno nei miei intenti. Poi per dare enfasi al pezzo, ho riprodotto alcune ferite superficiali, a significare i segni di schegge e abrasioni riportate nel combattimento; sono partito dal rosso nero e ho terminato con un carminio assai diluito per non coprire del tutto il colore sottostante. Infine ho ripassato alcune parti del corpo con il trasparente satinato per simulare il sudore. Anche sul volto ho evidentemente applicato i medesimi colori, senza però rimarcare l'effetto polvere come nel corpo; le ultime luci sono di carne chiaro dato sugli zigomi, naso e punta del mento.

Per realizzare i calzoncini ho utilizzato una base composta da giallo deserto 977 e sabbia 847, lavaggio con ocra sporcato di orange brown , poi lumeggiature con sabbia e buff 976 Vallejo. L'elmetto e' stato dipinto con ocra e desert yellow, lavaggio con orange brown, lumeggiature con giallo deserto e sabbia; ho applicato come fregio una decal di Model Victoria, resa opaca con il trasparente acrilico Flat di Gunze Sangyo.. Al Mab 38 ho aggiunto la tracolla realizzata con lamierino di piombo,dipingendo ad acrilico Vallejo le parti metalliche.

L'ambientazione e' stata realizzata con il composto della Pebeo, consistente in piccoli granelli di pietra pomice in soluzione acrilica, facilmente modellabile, che ben si presta a lavaggi e drybrush; con il composto ancora bagnato ho aggiunto qualche pietra di diverse dimensioni, un elmetto inglese perforato, recuperato da una vecchia confezione Multipose Airfix , una porzione di cingolo di M13 e un cartello proveniente da una confezione Tamiya; il tutto e' stato dipinto con i colori utilizzati per il vestiario.

Anche questa volta un doveroso e sincero "Grazie" a Francesco Benedettini che ha realizzato le foto.

Bibliografia

Osprey - n 340 - Italian Army in W.W. II 1940-1943 -
Uniformi e Armi - diversi articoli apparsi sulla rivista
Tavole uniformologiche italiane - Ed. Hobby e Work