Modifiche e autocostruzione Bruno Carruolo - Pezzo di partenza kit Pegaso 54 - 193
Pittura ad acrilico Ugo Giberti
Foto Aleks Michelotti
La battaglia di Fossalta , svoltasi nel 1249, fu lo scontro tra lo svevo re Enzo e l'esercito del Comune di Bologna.
Il 25 maggio 1249, nella piccola località di Fossalta presso le sponde del fiume Panaro, vicino a Modena, avvenne uno scontro
storico tra gli schieramenti dei guelfi di Bologna e le forze dei ghibellini di Modena e Cremona e le truppe imperiali
di Enzo di Svevia, figlio naturale dell'Imperatore Federico II Hohenstaufen. Dalla furibonda battaglia uscirono vincitori i bolognesi,
che non si fecero scappare la succulenta occasione: catturarono Enzo e lo portarono in città, tenendolo come prigioniero
(seppur di riguardo) in uno degli edifici che da lui tutt'ora ne conserva il nome, Palazzo Re Enzo.
IL FIGURINO
Il pezzo è l'ennesima modifica che Bruno Carruolo ha apportato al pezzo Pegaso 54/193 soggetto di altri nostri lavori e raffigura un Miles di parte Guelfa del libero Comune di Bologna , in particolare si tratta di un fuoriuscito lombardo appartenente alla società d'Armi dei Lombardi , che , assieme alle società dei Beccai, dei Toschi e delle Stelle, costituivano le 4 società extraquartierili che parteciparono alla battaglia.
Il Miles è raffigurato alle porte di Castelfranco, fortezza posta al confine con territorio modenese , dove inizialmente fu rinchiuso Enzo di Svevia prima del definitivo trasferimento a Bologna.
L'araldica è stata ricavata dal bel libro "Bologna nel XIII Secolo - Il libero comune la cui potenza cancellò alla Fossalta il sogno di Federico II" che, utilizzando documenti del 13° e 14° secolo descrive l'araldica delle truppe e dei cavalieri impegnati nella battaglia.
L' araldica della società dei lombardi viene così descritta: fasciato d'argento e nero di 4 pezzi, con capo rosso oppure fasciato d'argento e di nero, con capo rosso.
Il pezzo è dipinto ad acrilico, l'ambientazione è una elaborazione di Bruno in legno di balsa e gesso prendendo spunto da una porzione di torre a suo tempo contenuta in una confezione di un pezzo Beneito.
Il figurino è dedicato agli amici soldatinai bolognesi della "Società dei Balzani", in particolare all' amico Mario Frata che si è prodigato per farmi avere il testo, ormai introvabile, ispiratore del nostro ultimo progetto. Un sentito ringraziamento ad Aleks Michelotti, compagno di club, per il servizio fotografico.
Ugo Giberti |