Merrils Marauders ! Birmania 1944


 

Tra le mille insidie della giungla birmana i Marauders di Merrill combatterono una sanguinosa battaglia contro i giapponesi


LA STORIA

La scenetta , raffigura soldati americani, conosciuti come "Merrils Marauders" dal nome del loro comandante, impegnati in Birmania nel 1944.

Dopo l'invasione della Birmania nel gennaio 1942, l'obiettivo degli alleati diventò quello di riaprire le rotte terrestri di rifornimento attraverso il nord della zona occupata, verso la Cina.

Alla conferenza di Casablanca i massimi capi militari esaminarono i dettagli per future operazioni in Birmania condotte sia da truppe inglesi, i famosi Chindit del maggiore generale Wingate, sia da truppe speciali americane, che si spingessero in profondità nel territorio occupato per stabilire dei capisaldi e lanciare attacchi contro le basi nemiche.

Nacquero così i predatori, anzi i Marauders del comandante Merrill, un'unità forte di 3000 uomini: il ruolo loro affidato era di vitale importanza nella strategia degli alleati per sloggiare i giapponesi dalla Birmania. Questi soldati, tutti volontari, agirono come guastatori nella giungla, attaccando basi e rifornimenti giapponesi, per poi scomparire nelle foresta, vivendo tra disagi, malattie e allerta continui per fuggire all'esercito nipponico. La prima incursione del febbraio 1944 fu un successo a cui seguirono altre importanti operazioni nel mese di marzo quando, i Marauders incontrando un ‘aspra resistenza furono costretti a ritirarsi tallonati dalle truppe nipponiche nella zona montana di Nhpum Ga, dove dopo una lunga battaglia, durata ben 10 giorni, i Marauders riuscirono a rompere l'assedio e grazie alle truppe di rinforzo, a battere i giapponesi. Il logorio derivante dai continui combattimenti nella giungla avrebbe condotto allo scioglimento dell' unità solo pochi mesi più tardi, nell'agosto del 44'.

Anche il loro comandante il generale di brigata Frank Merrill, a causa delle continue privazioni, si ammalò seriamente e dopo un periodo di riposo guidò i suoi predatori nell'ultima battaglia di Mytkyina. .
Nella scenetta ho cercato di ricreare l'enfasi di quei giorni, descrivendo il lento e attento perlustrare di questi soldati, attenti ad ogni più piccolo rumore per non essere sorpresi da un nemico astuto ed esperto, quale il soldato giapponese.


I Figurini

I due pezzi in 54mm, sono della ditta spagnola Andrea Miniaturas, da me in parte modificati; al marine a torso nudo è stata sostituita la mano destra ed il fucile mitragliatore, prelevati da scatola Tamiya ; per conferire un aspetto più trasandato, con milliput, sono stati allungati ed allargati i pantaloni.
Il soldato, imbracciando il potente BAR , pare girarsi di scatto per reazione ad un rumore sospetto e la tensione viene espressa nel volto irato e combattivo. Sulla spalla sinistra una larga cicatrice dimostra che il marine è un veterano che ha già conosciuto il battesimo del fuoco; al braccio destro porta una benda per una ferita leggera, ottenuta con del plasticard, con il quale ho anche riprodotto la cinghia del fucile.Un altro particolare è il tatuaggio con il cuore trafitto che il marine porta sulla spalla destra, ricordo di una conquista amorosa.

Il torso, dipinto in acrilico (flesh Molak), ha subito un lavaggio di flesh + magenta + orange brown della Vallejo, diluiti nel latte, questo perchè il potere aggrappante diviene più consistente ed il colore diluito scivola meno e permane negli interstizi. Le luci sono state effettuate con flesh , golden flash e un tocco di ivory white. I pantaloni in olive green + kaki drill, il lavaggio con earth + orange brown + terra bruciata diluiti nel solito latte, le lumeggiature con la mescola iniziale + duck egg green e buff di molak. L'elmetto e ricoperto da un telino mimetico dal disegno molto particolare , utilizzato dall'esercito americano nel fronte del pacifico; questa mimetica si dimostrò assai valida quando i soldati erano fermi, mentre in situazioni di movimento non offrì la protezione dovuta.

L'altro soldato, un pezzo veramente ben realizzato, riproduce un “Merrils Marauders” immortalato anche dalla macchina fotografica, ha un' ottima posa e atteggiamento; ho creato la barba incolta con Milliput e , come per l'altro soggetto, ho cercato di dare una grande espressività al volto che, in questo caso, esprime tensione e sospetto, notare gli occhi rivolti verso destra, proprio come un soldato che si trova, quale primo uomo, ad esplorare un tratto di giugla.Impugna una carabina M1 con caricatore da 15 colpi, al fianco porta il temibile coltello da Ghukha .La maglia è dipinta in buff, il lavaggio effettuato con orange brown + terra bruciata e le lumeggiature con buff + deck tan e un tocco di ivory white sempre acrilici. I Calzoni sono ottenuti aggiungendo alla mescola precedente anche deep green per variare un po' la tinta rispetto quelli dell' altro figurino.

L' Ambientazione:

Il Budda è un soprammobile (credo plastica o resina non avorio!) acquistato insensatamente quando ero ragazzo da un commerciante di strada, e riciclato per

l 'occasione dopo essere stato scalfito e rovinato con bulini, frese e punteruoli.
Niente di personale… ma l'idea doveva essere quella di una vecchia statua nella giungla, aggredita dagli agenti atmosferici, piante rampicanti , usura e il pezzo si è adattato alla perfezione al mio progetto.

Dopo un fondo Grey stone vallejo, ho effettuato un lavaggio con orange yellow e china brown Citadel, poi drybrush con diverse tinte quali, deck tan, buff, verde oliva chiaro, giallo sabbia e giallo puro sempre Vallejo.
Il terreno è realizzato con un basetta di polistirolo su cui ho impiantato diversi pezzi di corteccia d'albero, dipinti e lumeggiati per simulare la roccia ed il muschio che spesso ricresce. Per simulare le piante tropicali, ho utilizzato piccole piante in plastica per acquari e rametti di ortaggi seccati e trattati con trasparente acrilico (non volevo spendere una pazzia per fotoincisioni ). Con diversi toni di verde e di giallo, bianco e deck tan in misura diversa, ho dipinto le piante , utilizzando i soliti lavaggi e lumeggiature come ho già avuto modo di descrivere.
Ho poi utilizzato rametti di ciliegio per simulare tronchi di vecchi alberi; per simulare i vari rampicanti ho usato foglie di te triturate, radici secche, fissati al terreno e alla statua con colla vinilica.Per concludere, un po' di trasparente satinato su foglie, terreno e corpi dei soldati da' l' idea del clima umido e piovoso tipico delle aree tropicali e della giungla.

Ugo Giberti

Bibliografia

  • Enciclopedia “Corpi di Elites” n.28- Ed. De Agostani-Italia

Materiali

  • Figurini – Andrea Miniaturas
  • Colori Acrilici Vallejo- Molak - Citadel
  • Budda- pezzo dia arredamento commerciale
  • Giungla – piante da acquario in plastica, radici secche- corteccia-foglie di thè secche