Contrattacco Battaglia di Budapest Gennaio 1945

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Contrattacco Battaglia di Budapest Gennaio 1945

 

La battaglia di Budapest

La battaglia di Budapest che si svolse tra l'ottobre '44 e il marzo 1945 vide le truppe tedesche impegnate in una furiosa battaglia per difendere e poi riconquistare la capitale ungherese nel piu' ampio tentativo strategico, sfociato nella battaglia del lago Balaton, di non perdere un territorio ricco di pozzi petroliferi ed anticamera di un completo sfondamento russo. Tra le divisioni impegnate in questo tentativo di riconquista, fino a rimanere assediati in pochi chilometri quadrati al centro della citta', troviamo la 22 SS Cavallerie Division "Maria Theresia", che risulto' praticamente annientata nel corso di questa sanguinosa battaglia urbana. Questa divisione di cavalleria nacque da una costola della piu' famosa 8 SS Kav Divison "Florian Gayer" alla fine del 1943, ed era formata in larga parte da volontari ungheresi. Fu impieagata per la prima volta nel raid pianificato dal SS Ostunbaf Otto Skorzeny per catturare l'ammiraglio Horty, capo di stato ungherese ed occupare definitivamente il paese cobelligerante. Dal novembre '44 fu impegnata nel tentativo di riconquistare la capitale ungherese, prima occupando Pest, la citta' bassa, poi a prezzo di gravi perdite,penetrando nella parte alta, Buda dove, assediata, rimase fino a Febbraio riuscendo a rompere l'accerchiamento con soli 200 uomini, degli 8.000 con cui era penetrata.

Nel progettare il diorama ho tentato di ricreare il clima e l'atmosfera di quei terribili combattimenti: una battaglia medioevale combattuta con armi moderne.

Lo Jagdpanzer 38 Hetzer

Consultando diverse monografie dedicate sia alla battaglia che ai caciacarri, ho rintracciato diverse fotografie che immortalavano Hetrzer operativi in questo teatro di guerra, percio' ritenendolo anche adatto alla scena che volevo riprodurre, ho scelto questo piccolo cacciacarri quale perno dalla scena rappresentata.

L'Hetzer nacque dalla necessita' di equipaggiare con un mezzo leggero ed economico le centinaia di divisioni sempre piu' bisognose di mezzi adatti ad una guerra difensiva e di contrattacco, infatti il nuovo mezzo doveva poter gire sia come cacciacarri che come cannone d'assalto. Si pensi che il costo di un Hetzer risulto' essere circa la meta' di quello di uno Jagdpanzer IV. La denominazione ufficiale fu Jagdpanzer 38, il soprannome Hetzer, ovvero aizzatore/battitore nella caccia, fu nomignolo utilizzato dagli equipaggi e dalla truppa. A maggio 1945 ne furono prodotti 2807 esemplari,con numerose varianti apportate al mezzo durante la produzione, sia di fabbrica che campali, cosi' non era raro che in un reparto fossero presenti esemplari diversi tra loro e che un mezzo possedesse componenti vecchie e nuove mescolate. Dal luglio 1944 centinaia di Jagdpanzer 38 arrivarono sui campi di battaglia del fronte orientale e di quello occidentale per combattere sino la termine delle ostilita'. Tutto questo ci fa capire come questo mezzo,frutto dell' emergenza bellica, nonostante i difetti rilevati dagli equipaggi, risulto' un ottimo cacciacarri, il migliore sul fronte orientale, con la distruzione di oltre un migliaio di mezzi corazzato sovietici.

Il Modello

Il modello che ho utilizzato e' il vecchio kit dell' Italeri migliorato con interventi artigianali, senza ricorrere a fotoincisioni. Ho utilizzato per i cingoli, quelli in metallo di Friulmodel, assai piu' veritieri di quelli in plastica flessibile . Ho deciso di riprodurre una versione dell' Hetzer che fu data in dotazione alla divisone suddetta, nell' ottobre '44,una produzione di settembre, che risulta essere una versione intermedia, ibrida, tra le svariate di cui fu oggetto questo piccolo cacciacarri. Una versione che ha richiesto l' autocostruzione della marmitta in plasticard, il cambio della ruota posteriore con un clone di quella montata sul modello Dragon, a 12 fori circolari,il riposizionamento e il cambio degli attrezzi,recuperati dalla famosa scatola dei pezzi di avanzati. Ho poi eseguito qualche miglioria, come la ricostruzione del parafango posteriore, deformato, in lamierino; la tesaurizzazione della saukopf, la riproduzione in lamierino della staffa posta sulla casamatta in corrispondenza del periscopio; l' assottigliamento degli scudi protettivi laterali e la sostituzione della ruota motrice in plastica con quella in metallo fornita da Friulmodel. Quest'ultima modifica va sottolineata, in quanto normalmente questi carri non montavano ruote motrici forate, ma le foto in mio possesso (WM n121) dimostrano come, proprio nella battaglia del lago Balaton e di Budapest, carri Hetzer avessero montate tali ruote, sicuramente per modifiche campali d'emergenza. Infine ho riprodotto numerose scalfitture nelle pareti laterali con piccole frese e lime.

La Colorazione

Il modello ha ricevuto una mano di fondo ada reografo con il bianco Citadel, cui e' seguita la preombreggiatura con il panzer Grey Model Air Vallejo (MAV). Ho quindi pianificato il lavoro in base alla colorazione che volevo realizzare: un mezzo dipinto in giallo scuro uniforme, come prevedevano le specifiche fino al luglio 44' e spesso la verniciatura autonoma presso i reparti, ricoperto poi di vernice bianca per la mimetica invernale, ma non in modo grossolano, e che, a causa delle particolari condizioni climatiche e di usura, risultasse decolorato con zone riportate alla tinta originale. Ho steso ad areografo un giallo pallido ottenuto con colori acrilici giallo sabbia, buff, ocra verde e bianco Vallejo. Ho poi differenziato l'intensita' del colore tra le parti superiori e quelle inferiori, piu' scure, anche attraverso filtri acrilici di terra di Siena bruciata 941 e bruno arancio 981 estremamente diluiti con acqua e china brown Citadel. A questo puntolo ho riprodotto la vernice bianca in modo mirato, per ottenere un risultato degradato e non uniforme; ho iniziato a stendere un grigio chiaro sulle aree piu' ampie schiarendo il colore nelle mani successive e in aree sempre piu' strette, fino ad arrivare a un bianco sporco al centro delle pennellature dove e' massima la luminosita'. Con adesivo Tamiya ho protetto le aree gialle dove in seguito ho inserito i numeri del carro ,sfumando poi i bordi affinche' non risultassero troppo regolari; la zona ha ricevuto poi la vernice lucida per l'applicazione delle decals, e a seguire trasparente opaco. Ho miscelato il bianco con grigio o marrone perche' non risultasse omogeneo; poi ho ripassato i bordi dei pannelli e le scudature con grigio intermedio per evidenziarle e german brown + earth nella parte inferiore per simulare l'effetto sporco dovuto al terreno e alla polvere. Per raccordare il tutto ho dovuto fare leggeri ritocchi ad areografo di giallo, bianco o grigio onde evitare stacchi sgradevoli o troppo intensi. Ho eseguito un filtro globale con earth + orange brown estremamente diluiti in acqua per poi lasciare riposare il tutto.

A questo punto e' iniziata una micro pittura per aree, per riprodurre lumeggiature, ombre, graffi, scrostature, decolorazione, invecchiamento.In questo fase ho utilizzato anche colori al olio, come il bruno van dyck per le ombreggiature e le profilature; il bianco di titanio tagliato con grigio e giallo, per lumeggiare con pennello piatto, con piccoli tocchi di punta sempre per amalgamare gradualmente i diversi colori e simulare la desaturazione delle tinte. Le ultime luci sono state riprodotte con bianco Pergamino Vallejo dato puro. Infine ho utlizzato i pigmenti Mig a secco intorno alla griglia del motore, P034 russian earth, alla saukopf , P035 panzar grey, diversi toni di brown e arancio per simulare la ruggine sia sul carro che sulla marmitta, grigio e marrone per le scalfitture piu' recenti oltre a polvere di grafite e gun metal molto diluito. Qualche tocco a pennello di giallo sabbia chiaro sulla numerazione per simulare anche su di essa l'usura. I Cingoli Friumodel, dopo diversi lavaggi di marrone e arancio hanno subito ,come la parte inferiore del carro, il trattamento con le terre Mig anche per uniformarli con la base del diorama.

La Moto BMW

E' un modello Italeri, migliorato con l'aggiunta dei cavi freni e frizione realizzati con filo di rame. Dipinta in giallo sabbia chiaro vallejo, lavaggio solito con acrilici e lumeggiature ottenute con colore base poi schiarito con buff e bianco avorio. Scalfitture riprodotte con lo stesso procedimento utilizzato sul carro. E' stata inserita anche per riempire meglio la zona antistante il carro che altrimenti sarebbe risultata troppo vuota.

L'ambientazione

L'edificio utilizzato e' della Custom Dioramics modificato per aumentarne la lunghezza e coprire tutto lo spazio necessario al mio progetto. Il manufatto e' stato migliorato reincidendo i particolari, aggiungendo scalfitture e danni di guerra, riproducendo con profilati di legno le finestre, la porta e la pavimentazione del primo piano, con tondino di alluminio le grondaie, con evergreen nuovi cornicioni e con plastica trasparente o satinata ho riprodotto le vetrate rotte. Con pietra pomice vallejo e mattoncini CD ho migliorato la definizione delle rovine poco particolareggiate e regolari. L'edificio e' stato poi dipinto ad acrilico con diverse tonalita' di grigio, marrone rossiccio, arancio, buff, giallo chiaro e sabbia. Un dry brush finale con giallo di Napoli o arancio e bianco titanio ad olio per le massime luci, infine fumo di candela e polveri Mig per simulare l'effetto fumo intorno alle finestre.

Ma la cosa piu' laboriosa e scenicamente avvincete e' stata quella di riprodurre la strada in salita per simulare, come nella realta', le strade che congiungono la parte bassa, Pest, alla parte alta della citta', Buda. Tutto il dinamismo della scena e' dato dal fatto che si svolge in salita e che la disposizione dei figurini e del carro aiuta a decifrare il significato della scena proposta:un contrattacco appunto, casa per casa, clima di combattimento accanito, di lotta senza quartiere. La struttura che simula tale ambientazione e' in legno poi ricoperta di strutture in gesso che riproducono la pavimentazione, una struttura di cartone gessato che riproduce il muretto. Tali lastre di gesso sono state raccordate tra loro e poi dipinte ad acrlico per simulare il tipico ciottolato.

La ringhiera del parapetto e' fatta con tondini e pilastrini di ottone utilizzati nel modellismo navale.

Infine ho steso diversi tipi di detriti per riprodurre le macerie, decisamente fondamentali in questo scenario. Per le macerie ognuno ha le sue miscele, comunque le ho riprodotte con diversi tipi di sabbia, sassolini, mattoncini e frammenti tenuti insieme con vinavil. Ho omogeneizzato il tutto con pazienti lavaggi e drybrush ad acrilico, ripetuti piu' volte e infine con terre Mig, fino ad ottenere l'effetto desiderato

I Figurini

I figurini presenti nel diorama sono 10, di diversa produzione: Dragon, VP, Warrior, Trumpeter e Royal Model, i piu' adatti al mio scenario. Alla maggior parte e' stata sostituita la testa con le ottime Hornet. Il cadavere seminascosto tra le macerie e un piccolo "Frankenstein" ottenuto con parti Arfix, Dragon e Tamiya. Non mi soffermo sulla tecnica pittorica perche' gia' illustrata in precedenti articoli, ma come sempre ho cercato di riprodurre differenti mimetiche per un effetto veritiero ed accattivante: ecco perche' sono presenti sia mimetiche classiche sia quelle ottenute con il tessuto italiano sequestrato dopo l'armistizio del 43' ed abbondantemente utilizzato dai reparti tedeschi su tutti i fronti. Mi soffermo sulla tinta dei visi, dipinti in alcuni figurini, cambiando tecnica: ho steso prima una mano di arena oscura V 847, seguita da un lavaggio con german brown Life Color e uno selettivo nelle parti piu' in ombra con terra di Siena bruciata. Poi ho eseguito alcuni passaggi di raccordo per definire i toni intermedi con cuoio rosso, carne mate, carne dorada e tocchi finali con carne clara Vallejo. Questo mi ha permesso di ottenere volti piu' chiari e luminosi, un effetto piacevole che sicuramente utilizzero' anche in futuro. Infine solito effetto barba con miscela di carne e grigio scuro.

Tutte le armi sono state dettagliate riproducendo le cinghie con lamierino di piombo. Sui figurini ho poi riprodotto l'effetto polvere ottenuto con drybrush e sporcatura a secco con i pigmenti Mig.

Ringraziamenti

Debbo doverosamente ringraziare alcuni amici che con generosita' e pazienza mi hanno aiutato nella mia fatica, durata come un parto....9 mesi!! Graziano Zanetti, noto modellista e Gianluca Cocchi per la documentazione e lo scambio di opinioni: abitare vicini e' stata per loro una grande sventura!

Elis Lugli che con grande disponibilita' mi ha aiutato a prendere dimestichezza con la nuova areopenna a doppia azione dedicando piu' tempo a me che alla sua famiglia; mio figlio Francesco per alcune intuizioni sceniche che altrimenti non avrei osato.... E il solito inossidabile Francesco Benedettini per le foto in fase di realizzazione. Fare parte di un club ed avere degli amici vuol dire anche questo.

Ugo Giberti

Bibliografia

  • Motor Verlag - Leichte Jagdpanzer
  • MBI - Jagdpanzer 38 hatzer
  • W. Militaria - n. 121 Budapest, Balaton 1945
  • Osprey - Man at arms n.415 - The Waffen SS (3)
  • Osprey - Modelling Waffen SS Figures - n .23